

Tippe e il grande rumore della notte
Un rumore grande attraversa il bosco di sera, e il piccolo Tippe scopre che il coraggio si fa un passettino alla volta.
- 1Il bosco si prepara alla notte3:24
- 2Un passettino alla volta3:16
- 3La pigna che rotolava3:13
La sera scendeva sul bosco come una coperta morbida. Le foglie si facevano scure, una dopo l'altra. In mezzo alle felci, un cerbiatto piccolo piegava le zampe sottili. Si chiamava Tippe… e aveva gli occhi grandi e lucidi, due gocce di notte. Il muschio sotto di lui era fresco, e sapeva di pioggia vecchia. Era il momento più tranquillo di tutta la giornata.
Tippe amava quest'ora. Il cielo diventava rosa, poi viola, poi blu. Gli uccelli smettevano di parlare uno alla volta — prima i più grandi, poi i piccolissimi. Lui ascoltava. Muoveva un orecchio, poi l'altro. Il bosco, di sera, gli sembrava un grande animale buono che si stendeva per dormire. Anche lui, piano piano, si stava preparando a dormire.
Poi arrivò. Crac. Un rumore grande, largo, che attraversava tutto il bosco. Crac, crac. Tippe si irrigidì. Le orecchie si alzarono dritte come due foglioline. Il cuore gli batteva veloce, proprio lì dietro le costole… tum, tum, tum. Non si mosse. Non respirò quasi per niente. Solo le orecchie continuavano ad ascoltare, dritte nel buio.
Il rumore tornò. Crac. Sembrava vicinissimo — o forse lontano, non si capiva. Di notte i rumori diventano più grossi, proprio come le ombre. Tippe fece due passettini indietro e si nascose dietro una felce alta. Le foglie gli fecero un tetto verde sopra la testa. Lì dentro era buio, e tiepido. Il cuore, però, continuava a correre da solo.
Da sotto la felce, Tippe guardava fuori con un occhio solo. Vedeva i tronchi, neri e dritti. Vedeva un pezzetto di cielo con una stella sopra. Il naso gli tremava un pochino. Sapeva di terra, di funghi, di corteccia bagnata. E il rumore… il rumore adesso aspettava, zitto zitto. Fuori, il bosco aspettava insieme a lui, immobile.
Passò un momento lungo. Poi un altro. Il bosco non faceva niente di brutto. Il vento passava tra i rami e le foglie si toccavano piano, come mani. Tippe respirò. Un respiro lento… poi un altro, ancora più lento. E pensò una cosa piccola: forse posso guardare. Solo guardare, da qui. Ma senza muoversi. Ancora un momento… ancora uno.
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