

Maren, Pippo e la via delle acque profonde
La balena Maren ha dimenticato un pezzo del suo canto: con la tartaruga Pippo rifà la strada sosta dopo sosta e scopre che l'ultima nota va inventata.
- 1Il canto con un buco dentro2:58
- 2La gola di corallo2:53
- 3La pianura di sabbia bianca2:56
- 4La fessura della luce2:57
- 5La nota che non c'era2:45
Il mare era sveglio da poco. La luce scendeva a strisce, come tende aperte una dopo l'altra. E in mezzo a quelle strisce nuotava Maren, la balena — grande come un'isola che respira. Ogni anno, in quel giorno esatto, cominciava la sua lunga traversata. E ogni anno partiva cantando.
Il canto glielo aveva insegnato sua madre, tanto tempo prima. Erano note basse e lunghe, che viaggiavano lontano nell'acqua… e indicavano la strada meglio di qualsiasi mappa. Maren prese fiato. Cantò la prima nota. Poi la seconda. Poi la terza. E poi — si fermò di colpo.
Provò un'altra volta. Un respiro grande, la pancia piena d'aria, e via. Una nota… due… tre. E poi quel vuoto strano, come un gradino che manca sulla scala. Maren restò ferma a mezz'acqua. Intorno il mare era pieno di suoni, ma dentro di lei c'era un buco della forma esatta di una nota.
«Buongiorno, Maren» disse una voce tranquilla, da sotto. Era Pippo, la tartaruga, che arrivava senza fretta muovendo le pinne come due ventagli. «Ti ho sentita smettere. È la prima volta in vent'anni che ti sento smettere.» «Cos'è successo al tuo canto, balena?»
«Manca un pezzo, Pippo» rispose Maren. «Lo cantavo con la mamma, e adesso mi si scioglie tra le pinne.» «Senza quel pezzo non so se ritrovo la via delle acque profonde. E se sbaglio strada… arrivo tardi. Oppure non arrivo per niente, e resto a girare in tondo tutto l'inverno.»
Pippo non rispose subito. Le tartarughe non rispondono mai subito. Guardò l'acqua, guardò Maren, e mosse la testa piano piano. «Allora facciamo così» disse alla fine. «Non corriamo. Rifacciamo la strada a pezzetti, sosta dopo sosta. I canti stanno nei posti, sai? Aspettano lì.»
Maren ci pensò su. Tre soste, aveva detto Pippo: la gola di corallo, la pianura di sabbia bianca, la fessura da cui la luce scende fino al fondo. Erano proprio i posti dove sua madre rallentava sempre. Allora agitò la coda una volta sola — e il mare intero si spostò. «Va bene» disse. «Andiamo piano. Ma andiamo subito.»
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