Come fa un pipistrello a trovare la strada con l'eco?
Hai mai gridato ciao dentro una galleria o in una grande sala vuota? Un attimo dopo, la tua voce ti torna indietro, un po' più piano. Quel suono che ritorna si chiama eco.
I pipistrelli volano di notte, quando è troppo buio per vedere bene. Sfrecciano tra gli alberi e acchiappano minuscoli insetti senza sbattere contro niente. Allora, come fa un pipistrello a trovare la strada con l'eco?
Mentre vola, il pipistrello manda davanti a sé squittii rapidi e acutissimi. Sono così acuti che le tue orecchie non riescono a sentirli, ma il pipistrello li usa come una torcia fatta di suoni. Questo modo di trovare le cose si chiama ecolocalizzazione, che vuol dire trovare le cose ascoltando la loro eco.
Ogni squittio viaggia nell'aria buia finché non incontra qualcosa, come un ramo, un muro o una falena. Lì il suono rimbalza e torna indietro verso il pipistrello. Succede proprio come al tuo ciao nella galleria.
Il pipistrello raccoglie gli echi che ritornano con le sue grandi orecchie. Sono larghe e fatte a coppa, così catturano anche i suoni più deboli. In questo modo, il pipistrello sente ogni eco che torna.
Poi il pipistrello fa attenzione a quanto tempo impiega ogni eco a tornare. Se l'eco ritorna subito, la cosa è vicina; se ci mette di più, è lontana. Adesso il pipistrello sa quanto sono lontane le cose, ma da che parte deve girare? Secondo te, che cosa possono dirgli le sue due orecchie?
Un'eco che arriva da sinistra raggiunge prima l'orecchio sinistro e lì si sente un po' più forte. Un'eco che arriva da destra raggiunge prima l'orecchio destro. Confrontando quello che sente con un orecchio e con l'altro, il pipistrello capisce da che parte si trova ogni cosa.
Grazie all'ecolocalizzazione, il pipistrello sente un tronco davanti a sé e un ramo di lato. Inclina le ali e li scansa con una curva. Così può volare in un bosco buio senza urtare niente, nemmeno una volta.
Quando il pipistrello sente una falena, squittisce sempre più in fretta mentre le si avvicina. Più squittii fanno tornare più echi, così il pipistrello sa sempre di preciso dove si è spostata la falena. E poi, zac, acchiappa la sua cena al volo.
Allora, una parola importante da ricordare stasera: ecolocalizzazione. Il pipistrello manda squittii acuti, raccoglie con le sue grandi orecchie gli echi che rimbalzano indietro, e quegli echi gli dicono quanto sono lontane le cose e da che parte girare.
Dormi bene, e magari stanotte sognerai di planare nel buio silenzioso, ascoltando il mondo che ti risponde cantando.









