

Stelo e Velmi si dicono buonanotte
La stellina Stelo fa l'occhiolino a ogni finestra accesa, e la luna Velmi le risponde con un sorriso d'argento.
- 1Il primo occhiolino2:22
- 2L'ultima finestra accesa2:52
La sera scendeva piano sui tetti del paese, come una coperta tirata su con dolcezza. Le rondini erano già rientrate. Nei cortili l'aria sapeva di pane caldo e di erba bagnata. E lassù, in alto — proprio dove il cielo diventa blu scuro — si accese una piccola luce. Piccola, tremolante, tutta contenta. Era Stelo, la stellina.
Stelo si affacciò dal cielo come ci si affaccia da una finestra. Guardò giù, senza fretta. Una alla volta, le finestre del paese si erano accese: piccoli quadrati gialli, caldi come biscotti appena sfornati. Dentro, qualcuno apparecchiava, qualcuno cercava il pigiama. «Buonanotte», sussurrò Stelo. E fece l'occhiolino alla prima.
Dall'altra parte del cielo, grande e tonda, c'era Velmi, la luna. Aveva un viso gentile e un sorriso lento. Quando vide l'occhiolino di Stelo, rispose come rispondono le lune: senza parole, senza fretta. Sorrise. E la sua luce d'argento scivolò giù, sui tetti, sui davanzali, sulle punte degli alberi.
«Velmi… guarda quella finestra là in fondo», disse Stelo. «Quella con la tendina a fiori. C'è un bambino che si sta lavando i denti, e ha ancora i calzini di lana.» «Gli faccio l'occhiolino?» «Sì», rispose la luna, con la sua voce tonda. «Piano piano.»
E allora Stelo strizzò l'occhio. Un lampo minuscolo, appena appena — come una briciola di luce caduta dal cielo. Velmi sorrise. Dentro la casa il bambino sbadigliò e si arrampicò sul letto. La tendina a fiori si mosse un pochino. E quella finestra, pian piano, si spense.
Similar stories
Similar stories
Calm stories of the same atmosphere — about friendship, darkness, and the gentle voices of the night forest.



Comments
Comments
Sign in to leave a review
Only registered users can write comments — this helps us keep a warm and safe atmosphere here.