

Tisha, Delfo e le otto correnti
Un polpo casalingo e un delfino sbadato disegnano insieme la mappa del mare: ognuno conosce solo metà strada.
- 1Le correnti tiepide di Tisha3:01
- 2Un delfino tra i coralli3:06
- 3La mappa a otto braccia3:15
- 4La metà di Tisha2:40
- 5La metà di Delfo3:05
Nella barriera, dove l'acqua è tiepida come una coperta, viveva un polpo di nome Tisha. La sua casa era una conchiglia rotonda, incastrata fra due coralli rosa. Ogni mattina Tisha si stiracchiava… un braccetto, due, tre… fino a otto. Poi diventava azzurro chiaro, che per un polpo vuol dire: che bella giornata!
Tisha conosceva tutte le correnti tiepide della barriera. Quella che passa sotto l'arco di spugne. Quella che gira intorno alla roccia gialla. E quella lenta lenta, la preferita, che ti culla vicino alle anemoni. Le riconosceva dal solletico sulla pelle, prima ancora di vederle arrivare.
«Buongiorno, corrente numero uno!» diceva Tisha, salutando con tre braccetti insieme. «Buongiorno, corrente numero due! Oggi sei un pochino fredda, eh?» E la corrente tiepida gli scompigliava tutte e otto le ventose, piano, come per rispondere di sì, di sì, di sì.
Tisha era un tipo casalingo. Gli piaceva mettere in fila i sassolini davanti alla tana, dal più piccolo al più grande. Gli piaceva abbracciare gli amici con tutti e otto i braccetti, uno per volta, senza nessuna fretta. E quando il sole scendeva, guardava il mare aperto… e restava dov'era.
Là fuori l'acqua diventava blu scuro. Profonda. Senza coralli a cui aggrapparsi con un braccetto. Tisha non ci era mai andato — nemmeno una volta, nemmeno per sbaglio. «È troppo grande», pensava. E si faceva un pochino più piccolo tra le pieghe della roccia tiepida.
Quella sera la barriera si accese di puntini luminosi, come tante lucciole d'acqua che si erano perse. Tisha appoggiò due braccetti sul corallo caldo e sbadigliò lentamente. Conosceva ottantotto curve e sedici grotte. Una cosa sola non la sapeva: che cosa c'era dopo l'ultima roccia gialla.
Si arrotolò nella conchiglia, con i braccetti uno sopra l'altro come un gomitolo. Fuori, l'acqua faceva un rumore basso e morbido, sempre uguale. Tisha chiuse gli occhi contento. Non lo sapeva ancora, ma quella era l'ultima notte in cui il suo mare finiva alla roccia gialla.
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