Il grande viaggio di Delfo
Pronta per l'ascolto· Capitolo 1 di 5
Il grande viaggio di Delfo
4+19 minit
Pronta per l'ascolto
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19:28
Capitoli
  • 1Un mattino curioso3:54
  • 2Granlo il cavalluccio marino3:45
  • 3Tra le correnti3:55
  • 4La foresta di coralli3:58
  • 5Il ritorno a casa3:56

Su questa storia

Delfo il delfino è curioso di tutto, e un mattino decide di nuotare fin dove non è mai arrivato. Tra correnti dispettose e onde dorate incontra Granlo, un cavalluccio marino timido che si aggrappa alla sua pinna per non perdersi. Insieme attraversano praterie ondeggianti, scoprono una foresta di coralli che brilla come un arcobaleno e capiscono che ogni viaggio diventa più bello quando si ha un amico accanto. Una storia luminosa e gentile sull'amicizia e sul coraggio di esplorare.

Testo sincronizzato

Testo della fiaba

Un mattino curioso
Il grande viaggio di Delfo

In fondo al mare, dove l'acqua è limpida come vetro, viveva un delfino di nome Delfo. Aveva la pelle liscia e argentata, e due occhietti che brillavano come gocce di sole. Ogni mattina si svegliava con una domanda nuova in testa.

Quel giorno la domanda era proprio grande. «Cosa ci sarà… laggiù?» si chiese Delfo, guardando lontano. C'era un angolo di mare, oltre gli scogli rosa, dove non era mai arrivato. E più lo guardava… più gli prudevano le pinne dalla voglia di partire.

Diede un colpo di coda — uno, due — e schizzò via veloce. L'acqua gli accarezzava il muso fresca e frizzante, piena di bollicine che salivano verso l'alto. Sopra di lui il sole disegnava onde dorate che si muovevano come tappeti di luce.

Saltò fuori dall'acqua, in alto, in altissimo! Per un istante vide tutto il mare aperto scintillare fino all'orizzonte. Poi — splash! — ricadde dentro con un tuffo allegro che fece ridere persino i pesciolini lì attorno.

«Che meraviglia!» gridò Delfo, girando su se stesso. Un banco di sardine argentate gli sfrecciò accanto, lampeggiando come tante monetine. Lui le seguì un pezzetto, ridendo tra le bolle, poi proseguì dritto verso l'ignoto.

Più nuotava, più il mare cambiava colore. L'azzurro chiaro diventava turchese, poi blu profondo come la sera. Delfo rallentò appena, incantato. Non aveva mai visto sfumature così… sembravano dipinte da un pittore invisibile.

Passò sopra un prato di alghe verdi e morbide che ondeggiavano avanti e indietro, avanti e indietro, come se lo salutassero. Lui le sfiorò con la punta della pinna e quelle gli fecero il solletico. Delfo non poté trattenere una risatina.

Un piccolo granchio rosso spuntò da sotto un sasso, alzò le chele come per dire ciao, e si rinfilò subito nella sua tana. Delfo lo salutò con un cenno del muso. Tutto, quel mattino, sembrava nuovo e festoso.

Davanti a lui si aprì una corrente larga e veloce, come un fiume dentro il mare. L'acqua scorreva tiepida e brillante, trasportando foglioline di alga e granelli di sabbia luccicante. «Di qua si va all'avventura!» pensò Delfo, e ci si tuffò dentro con tutto il coraggio.

La corrente lo prese e lo fece volare. Delfo apriva le pinne e si lasciava portare, ridendo, come su un gigantesco scivolo d'acqua. Curve dolci, salite, discese… il mare lo cullava e lo spingeva sempre più lontano, verso il suo angolo segreto.

All'improvviso, in mezzo a tutto quel correre dell'acqua, gli parve di sentire una vocina. Piccola piccola, quasi un sussurro tra le bollicine. Delfo aguzzò le orecchie e rallentò. «C'è… qualcuno?» chiese, guardandosi attorno con gli occhi spalancati.

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