

Cira accende una lucina rosa
Nel giardino buio qualcuno piccolissimo ha un pochino di paura. Allora la lucciola Cira accende la sua lucina rosata: plin.
- 1Il buio è grande, Cira è piccola2:27
- 2Plin, plin, plin2:50
La sera scende piano sul giardino. L'erba diventa scura… e i fiori chiudono gli occhi uno dopo l'altro. In un angolo, sotto una foglia larga, qualcuno piccolissimo si stringe forte forte. Ha un pochino di paura. Il buio sembra grande — troppo grande — e lui è così piccolo. Ma il giardino non lascia solo nessuno.
Poi, tra i fili d'erba, si muove un puntino. Va su. Va giù. Si ferma… e aspetta. È Cira, la lucciola dalla lucina rosata. Ha le ali sottili come petali e gli occhi tondi di chi guarda tutto per la prima volta. Si avvicina senza fretta, piano piano, come si fa con chi ha un pochino di paura.
«Ciao,» sussurra Cira. «Il buio ti sembra troppo grande? Aspetta… adesso lo facciamo un pochino più piccolo. Guarda qui.» Poi si posa sul sasso liscio, proprio accanto alla foglia. Respira piano. Chiude gli occhi per un attimo solo. E tutto il giardino trattiene il fiato con lei.
E allora — plin. La lucina rosa si accende. È una bollicina di luce tiepida, morbida come un lampone maturo. Il sasso non è più nero: adesso è grigio, con piccole scintille d'argento. Il buio intorno fa un passo indietro… soltanto un passo. Ma basta così. La paura diventa un pochino più piccola.
Cira riparte. Vola lenta fino al fiore addormentato, quello con i petali bianchi ripiegati come mani. Si posa sul bordo. Il fiore dondola appena — su, giù — come una culla piccolissima. «Dormi anche tu?» chiede Cira. Il fiore non risponde. Però profuma. E il profumo è già una risposta.
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