

Maren, Granlo e la canzone del fondo
La balena Maren canta la melodia più profonda del mare, ma la vocina del cavalluccio Granlo è troppo sottile perché qualcuno la senta.
- 1La canzone del fondo3:09
- 2La vocina sottile3:11
- 3Il filo d'argento3:40
Quando il sole scivolava dietro le onde, il mare diventava blu scuro. Blu come una coperta grandissima. Laggiù in fondo, dove l'acqua è tiepida e si muove piano, viveva una balena. Si chiamava Maren. Era enorme, sì… ma il suo cuore era ancora più grande. E ogni sera, quando le stelle si accendevano lassù, Maren cominciava a cantare.
La sua canzone non usciva soltanto dalla bocca. Usciva da tutta la balena — dalla pancia, dalle pinne, dalla pelle liscia e scura. Prima una nota lunga, bassa, che faceva tremare i sassolini sul fondo. Poi un'altra, più dolce. E l'acqua la portava lontano… fino alle grotte, fino alle praterie di alghe, fino ai granchi nascosti sotto la sabbia.
Dappertutto, nel mare, i pesciolini smettevano di nuotare. Restavano fermi, con le pinne aperte, come tanti puntini d'argento appesi nell'acqua. Uno sbadigliava. Due chiudevano gli occhi. La canzone di Maren li cullava piano, avanti e indietro… avanti e indietro… finché dormivano proprio tutti.
Ma c'era qualcuno che non dormiva mai. Tra le alghe alte, che ondeggiavano come un bosco sott'acqua, viveva un cavalluccio marino piccolissimo. Si chiamava Granlo. Teneva la codina arrotolata attorno a un filo verde, per non farsi portare via dalla corrente. E ogni sera ascoltava. Con tutto se stesso.
«Che bello…» sussurrava Granlo, e la sua codina si stringeva un pochino attorno all'alga. «Vorrei tanto cantare anch'io. Insieme a Maren. Solo una notina piccola piccola, messa lì in cima alla sua…» Guardò le bollicine che salivano verso la luna, una dietro l'altra, tonde e lucide. «Secondo te… si sentirebbe? Anche solo per un pochino?»
Allora Granlo prese fiato. Gonfiò il pancino a righe, chiuse gli occhi e cantò. La sua vocina uscì sottile — sottile come un filo di seta, sottile come un capello. Ma la canzone di Maren era grande, grandissima, e la coprì tutta quanta. Nessuno la sentì. Nemmeno il granchio che dormiva lì accanto, con una chela sotto la guancia.
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