La canzone del mare lontano
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La canzone del mare lontano
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Hoofdstukken
  • 1Il sogno di Maren3:22
  • 2La partenza tra le isole3:19
  • 3La notte stellata3:19
  • 4La tempesta e l'amicizia3:41
  • 5I pesci che danzano sotto la luna4:16
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Tekst van het verhaaltje

Il sogno di Maren
La canzone del mare lontano

In un mare grande e azzurro, dove il cielo si specchiava nell'acqua, viveva una giovane balena di nome Maren. La sua pelle era liscia e lucente come una pietra bagnata. E quando saltava fuori dalle onde, mille gocce luccicavano intorno a lei come piccole stelle.

Maren amava cantare. Apriva la bocca e dalla sua gola usciva una melodia lunga e morbida, che viaggiava nell'acqua per chilometri e chilometri. I pesci si fermavano ad ascoltare. Persino le onde sembravano rallentare per non disturbare.

Ma c'era una cosa che Maren desiderava più di ogni altra. Aveva sentito raccontare di un luogo lontano… le acque calde del sud. Là, dicevano, il mare era tiepido come una coperta, e i pesci danzavano sotto la luna come scintille d'argento.

«Un mare dove i pesci ballano?» pensava Maren, sgranando gli occhioni. Le sembrava la cosa più meravigliosa del mondo. E ogni notte, guardando la luna galleggiare sull'acqua, sognava di trovare quel posto.

Il suo mare era bello, certo. Ma era anche freddo, e nei giorni d'inverno l'acqua le pungeva la pelle come tanti piccoli aghi gelati. Maren si stringeva nelle correnti più tiepide e sospirava, guardando sempre verso sud.

Una mattina luminosa, mentre il sole dipingeva il mare d'oro, Maren prese una decisione. «Andrò a cercarlo!» disse a voce alta, e la sua voce rimbalzò allegra tra le onde. «Andrò a trovare il mare dove i pesci danzano sotto la luna!»

Ma il sud era lontano… molto lontano. E Maren non sapeva quale strada prendere. Il mare era pieno di scogli nascosti, di correnti che giravano in tondo, e di passaggi stretti tra le isole. Per la prima volta, la giovane balena si sentì un pochino piccola.

Fu allora che, su uno scoglio liscio scaldato dal sole, vide qualcuno che la guardava con calma. Era una tartaruga. Aveva il guscio scuro come legno antico, gli occhi gentili e un mezzo sorriso saggio sulle labbra.

«Mi chiamo Pippo» disse la tartaruga, allungando lentamente il collo. «Ti ho sentita cantare, piccola balena. La tua voce arriva lontano… molto più lontano di quanto tu creda.»

Maren si avvicinò, facendo ondeggiare l'acqua con dolcezza. «Pippo» disse, «io voglio raggiungere le acque calde del sud. Ma non conosco la strada. Tu… tu la conosci?»

Pippo ridacchiò piano, una risatina calda come il sole sul guscio. «Ho attraversato questo mare cento volte, piccola. Conosco ogni isola, ogni corrente, ogni passaggio sicuro. E sai una cosa? Verrò con te.»

Il cuore di Maren fece un salto di gioia. Non sarebbe partita da sola! Sbatté la coda sull'acqua, felice, e schizzò una pioggia di gocce scintillanti tutto intorno. Il viaggio… il viaggio stava per cominciare.

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