

Faelo e lo scherzo gentile
Il folletto Faelo prepara tre piccoli scherzi gentili nel bosco della sera, e poi si addormenta.
- 1Il cappello del fungo3:18
- 2Il nodo e la piumina2:57
- 3Le stelle nella pozzanghera3:31
La sera scendeva piano sul bosco, come una coperta blu tirata su fino al mento. Sotto un fungo rosso, in una casetta piccola piccola, Faelo aprì un occhio. Poi l'altro. Fuori l'aria profumava di pioggia appena finita, di terra bagnata e di muschio. Il suo cappello a punta lo aspettava, appeso a un chiodo di legno. Faelo si stiracchiò tutto, dalla testa ai piedi, e sorrise.
Faelo si mise il cappello — un po' storto, come sempre — e uscì in punta di piedi. L'erba gli arrivava alle spalle. Ogni filo era freddo, liscio, lucido di umido. Faceva due passi… e si fermava ad ascoltare. Il bosco respirava piano. Da qualche parte, lontano, una foglia cadde con un piccolo tuc. Faelo si voltò a guardare, poi tirò dritto.
A Faelo piacevano gli scherzi. Ma non quelli che fanno piangere — quelli, no. A lui piacevano gli scherzi gentili. Quelli che al mattino ti fanno dire: «Oh! E questo… chi l'ha messo qui?» Stasera ne aveva tre in mente. E il primo cominciava proprio lì, vicino a un funghetto bianco come il latte, spuntato tra due radici.
Sulla punta di una foglia c'era una goccia di rugiada. Tonda tonda. Perfetta. Dentro ci stava tutto il bosco al contrario: gli alberi capovolti, il cielo sotto, e una lucina piccola che tremava. Faelo la guardò a lungo, senza respirare. Poi allungò le due mani — pianissimo, pianissimo — e la prese. Non si ruppe. Non cadde. Rimase lì, tra le sue dita, fresca come la neve.
La goccia era pesante e leggera insieme. Come tenere in mano una bolla di sapone che ha deciso di restare. Faelo camminò a passettini corti, con la lingua fuori per la concentrazione. Non respirare. Non correre. Non ridere. Soprattutto non ridere, perché ridendo si trema, e tremando la goccia scappa via.
Arrivato al funghetto bianco, girò il suo cappello con due dita. Cric. E sotto — al riparo, all'ombra, al sicuro — appoggiò la goccia. Poi rimise il cappello a posto e fece un passo indietro. Il funghetto sembrava identico a prima. Ma non lo era più. Adesso aveva un segreto tutto rotondo, nascosto sotto il tetto.
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