

Lumi e le scintille dorate
La piccola fata Lumi lascia una scintilla dorata dove serve, e ne tiene una sola per tornare a casa.
- 1Le luci del bosco2:24
- 2L'ultima scintilla2:42
La notte era arrivata piano piano, come una coperta tirata su fino al mento del bosco. Lumi aprì le ali… e una polvere dorata scese tra le foglie. Era piccola, la fata. Piccola come un seme di mela. Ma nella sua sacca di petali brillavano le scintille calde, e ognuna aspettava il suo posto.
Sotto la vecchia quercia c'era una porticina di terra. Dentro, un topolino teneva gli occhi aperti. Non gli piaceva il buio… il buio faceva rumori strani. Lumi non bussò. Posò una scintilla proprio sulla radice — e la terra diventò color miele, tiepida, morbida, come una lampada accesa sotto le foglie.
«Dormi, topolino… la luce resta qui, proprio accanto a te. Non si spegne, te lo prometto.» «Se ti svegli, guarda la radice: sarà ancora tutta dorata.» «E domani, quando il sole scalda l'erba, io ripasso di qui… e ti porto una scintilla nuova, ancora più calda di questa.»
Poi Lumi volò verso lo stagno. L'acqua era nera e liscia come uno specchio addormentato. Una rana tornava tardi, piano piano, con le zampe stanche. Girava intorno alle canne e non trovava più il sentiero di casa. Allora Lumi lasciò una scintilla sul bordo, tra due foglie larghe.
La rana alzò il muso. Vide quel puntino d'oro tremare sull'acqua… e capì la strada. Fece un salto. Poi un altro, più piccolo. Le ninfee si mossero appena, come cuscini che qualcuno sistema prima di dormire. E dallo stagno salì un gracidìo basso, contento, che somigliava tanto a un grazie.
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